Non è che non riesci a dormire. È che stai ancora risolvendo qualcosa.

Non lo «stress» in generale: una cosa precisa. Una conversazione che continui a ripetere nella testa. Quello che dirai domani. Un conto che non torna. Il suono della pioggia e la voce di uno sconosciuto che legge un testo su una spiaggia non lo toccano: suonano solo più forte.

Cosa fa Meditai di diverso

Raccontagli cosa ti tiene sveglio davvero: bastano poche parole. Una sessione viene pensata, scritta, narrata e mixata proprio per quello, stanotte, non presa da uno scaffale di cento tracce preregistrate fra cui tirare a indovinare. Mai la stessa sessione due volte, perché non è mai stata scritta per l’«insonnia» in generale: è stata scritta per stanotte.

Due domande veloci

Perché il rumore bianco o una storia della buonanotte non bastano?

Un suono di sottofondo copre una mente che corre, ma non la affronta. Se a tenerti sveglio è un pensiero preciso (una conversazione, una scadenza, una preoccupazione), un paesaggio sonoro generico gli scorre sotto, non al suo posto.

Cosa devo scrivere, in pratica?

Poco o tanto, come preferisci: bastano anche due parole su quello che hai in mente. Meditai pensa, scrive, narra e mixa una sessione vera attorno a quello, la sera stessa.